| Itinerari Ciclabili del Salento
D'Aurio, Cerrate e le Strade della Riforma
|  | Comuni
territorialmente interessati: Lecce, Surbo, Squinzano, Trepuzzi Percorso:
Km 56 Difficoltà: Minima Pendenza:
Media 1% - Massima 2% | L'itinerario
parte dal Borgo San Nicola, alla periferia settentrionale di Lecce, seguendo la
comunale che conduce alla Masseria Ghiermi e, prima di arrivarci, lungo una parte
del tracciato, possiamo visitare la Chiesa di S. Oronzo fuori le Mura, con la
colonna intitolata al Santo, martire e protettore della città di Lecce
(XVIII secolo). Procedendo in direzione nord, e superata la S.P. n. 94 Surbo-Le
Moline, incontriamo la Chiesa di Santa Maria d'Aurio, appartenente al periodo
romanico, e costruita nell' XI secolo. Di fronte la Chiesa, una bellissima
torre colombaia si erge comoda nell'erba dei campi. Rientrando nel territorio
di Surbo, si procede ancora verso Nord, fino a raggiungere la Masseria Li Manzi,
per poi ridiscendere in direzione di Surbo, sino ad immettersi sulla S.P. n. 93
Surbo-Torre Rinalda: tutt'intorno distese di ulivi, e masserie ormai abbandonate,
riempiono, con semplicità, l'ambiente circostante. Percorso un breve
tratto della Provinciale, circa 500 mt., imbocchiamo sulla sinistra, all'altezza
della Masseria Frascusa, la strada comunale che conduce alle Masserie San Lasi
e Melcarne, situate all'interno della campagna, circondata da uliveti secolari,
dove immense chiome, e tronchi nodosi, e pagghiare, sono a testimoniare della
storia del Salento. La Masseria Melcarne è bellissima, un complesso
masserizio che si articola intorno ad un'imponente torre di difesa, eretta nel
XVI secolo, accuratamente ristrutturata, mentre, tutti gli ambienti rurali, risalgono
al XVII secolo. I proprietari hanno sapientemente ristrutturato la torre, con
la sua merlettatura particolare, gli interni e tutti gli ambienti della masseria,
per destinarli ad una ristorazione tradizionale, e ad una futura attività
agrituristica. Dalla Masseria Melcarne, rientriamo sul percorso, che dirigendosi
ancora in direzione nord, ci conduce alle spalle del complesso della Chiesa di
S. Maria di Cerrate, che merita di essere visitata. Ubicata in piena campagna,
a pochi chilometri dei centri urbani di Squinzano e Trepuzzi, la Chiesa rappresenta
una delle più importanti testimonianze dell'architettura romanica in Puglia.
All'interno, un'elegante facciata con un raffinato portale di ingresso, e
un chiostro barocco riccamente decorato. Interessanti gli affreschi che arricchiscono
le arcate interne della Chiesa, e della cappella che ospita l'altare. Accanto
alla Chiesa possiamo visitare il Museo delle Tradizioni Popolari, all'interno
del quale, troviamo perfettamente conservate le macine, gli attrezzi, gli utensili
usati dai contadini, per le loro attività artigiane. Attraversando la
S.P. Squinzano-Cerrate-Torre Rinalda, ci portiamo su un sentiero minore, che conduce
alla Masseria Alcalini, e imboccando, sulla sinistra, la S.P. n. 236 Surbo-Casalabate,
in direzione Carretti-Grande, percorriamo un breve tratto, per poi deviare a destra,
e dirigerci verso il paese di Torchiarolo, confinante con l'agro di Brindisi. Svoltando
a sinistra, per la Masseria Carritelli, immersa in un oliveto, ci immettiamo sulla
S.P. n. 5 Squinzano-Torchiarolo, scavalcando la Superstrada Lecce-Brindisi. Il
percorso prosegue verso Squinzano, pedalando sino alla Cappella dei Perlangeli,
per deviare a destra, fino a raggiungere la S.P. n. 97, che da Squinzano conduce
a S.Pietro Vernotico, in corrispondenza della Masseria Andria. Percorrendo
la strada, entriamo nel Comune di Squinzano, un paese ricco di Chiese e monumenti
religiosi, come la Chiesa e Convento di S. Maria delle Grazie, costruita nel XVI-XVII
secolo; la Chiesa dell'Annunziata, attigua al cimitero, che risale al XVII secolo,
la Cappella della Madonna dei Martiri, del XVIII secolo, con la scena dell'adorazione
del Cristo crocifisso. Squinzano rappresenta un importante centro vinicolo
del Salento: nel centro urbano, sono ubicati numerosi stabilimenti vinicoli di
grandi dimensioni, già proprietà di produttori vinicoli del Nord-Italia,
oggi dismessi ed in parte visitabili. A questo punto l'itinerario presenta
due possibili alternative. Percorso 2/A : LA CAMPAGNA AD EST DI SQUINZANO Percorrendo
la S.P. n. 95, in direzione del Comune di Cellino S. Marco, nell'area di Brindisi,
incontriamo il casino Li Capapi, ormai diroccato, interessando l'area dell'antico
Casale di Bagnara e costeggiando l'omonima masseria (18), per toccare, infine,
l'antica Grancia Basiliana della Madonna dell'Alto, dove è possibile visitare
i percorsi sotterranei, e la Vecchia Abbazia. Qui è prevista la realizzazione
di un'area attrezzata per la sosta. Percorso 2/B : DA SQUINZANO A TREPUZZI Attraversato
il paese di Squinzano, da Nord verso Sud, superiamo la circonvallazione a sud-est
della città, percorrendo la viabilità minore diretta verso la vicina
Trepuzzi, toccando la contrada S. Vito, e immettendoci, superata Casa Petito,
sulla Comunale che per Villa Martiri e Giardino Maramonte confluisce nella S.S.
16, alle porte del paese. Interessante, nel centro storico di Trepuzzi, la visita
alla Chiesa di Maria SS. Assunta e di S. Giuseppe, entrambe appartenenti al XVII
secolo; alle Cappelle di Santa Croce (XVII secolo) e della Madonna dei Martiri
(XVIII secolo); alla Colonna della Madonna Assunta, al Palazzo baronale (XVII
secolo) e al Palazzo Spinelli-Barrile, conosciuto anche come il Castello Nuovo,
del 1700; alle numerose case a corte ubicate nel centro storico, come la Corte
Longa, e altre. A questo punto, il percorso riprende in senso inverso, fino
a ritornare all'Abbazia di Cerrate, per proseguire lungo la viabilità minore,
in direzione di Torre Rinalda, e svoltando sulla destra, al bivio successivo,
giungiamo alla Masseria Monacelli, caratterizzata da un impianto a corte, dov'è
insediata una bellissima torre, una cappella ed un frantoio sotterraneo, il cui
ingresso si può scorgere di fronte la torre. Tutt'intorno prati, fiori
di campo, muretti a secco e pale di fichi d'india, una natura incontaminata all'ombra
di ulivi dai tronchi ritorti dai secoli. Poco distante, incontriamo la Masseria
fortificata Gianpaolo, costruita nel XIV secolo, un edificio a due piani, con
la sua torre colombaia e il frantoio sotterraneo. Procedendo nel percorso,
in direzione sud-est, sulla nostra destra, riusciamo a scorgere, in lontananza,
la Masseria Li Coccioli (XVI secolo), e individuando il sentiero d'accesso, lo
spettacolo, a questo punto, è esaltante. La masseria, inserita all'interno
di uliveti e prati verdissimi, si presenta con la sua imponente torre colombaia,
l'edificio e la cappella, illuminati dai colori di un tramonto tipicamente salentino. Superando
la S.P. n. 93 Surbo-Torre Rinalda, giungiamo al bosco di Rauccio, con l'omonima
masseria turrita a due piani. Tornando in direzione di Surbo, si incontrano
altri complessi masserizi: Fasani, Barrera e, successivamente, la Masseria Mendole
e Schiavi. Rientrando, quindi, sul percorso di andata, in corrispondenza della
Masseria Manzi, terminiamo il nostro interessante itinerario. |
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