| Itinerari Ciclabili del Salento
Grotte e Cripte
|  | Comuni
territorialmente interessati: Ortelle, Minervino, Santa Cesarea Terme,
Poggiardo Percorso: Km 45 Difficoltà:
Media Pendenza: Media 3% - Massima 5% | La
prima parte dell'itinerario è incentrata su una zona che presenta una notevole
rilevanza archeologica, ubicata nel territorio di Poggiardo, e percorribile prevalentemente
attraverso la viabilità comunale esistente, la quale è per un 10%
a fondo naturale. Il percorso inizia dal bosco Marulli, ubicato lungo la comunale
per Surano, a poche centinaia di metri dalla Stazione ferroviaria di Poggiardo,
per scendere, successivamente, verso l'abitato. Superando la ferrovia, si procede
verso il centro di Poggiardo, una cittadina di nobili origini, affascinante e
ricca di storia. Appena giunti, si ha l'immediata sensazione dell'estrema cura
con cui il patrimonio storico è stato conservato, assieme alla tranquillità
e alla gentilezza degli abitanti. Nella Piazza Umberto I, troviamo il vecchio
palazzotto comunale, risale al XVI secolo, mentre, accanto, inizia la struttura
dell'antico Palazzo Guarini, fino a proseguire nella sua parte retrostante, dove
possiamo ammirare la Chiesa Matrice della Trasfigurazione. Accanto alla Chiesa,
quasi sul basolato, appare il coloratissimo mosaico della Madonna degli Angeli,
ingresso della omonima cripta, che risale al 1500. Ecco sollevarsi elettricamente
la porta, e siamo all'interno, dove splendidi affreschi riempiono quasi interamente
le pareti della cripta. Girando intorno alla Chiesa Matrice, e passando all'interno
di una stretta stradina, arriviamo al Palazzo Episcopo, che, insieme alla Villa,
costruita di fronte, rappresenta uno dei più interessanti gioielli di Poggiardo. Da
questa strada, uscendo dal paese, ci dirigiamo verso l'area archeologica di Vaste. All'interno
del vicino centro abitato, si potrà visitare il Palazzo Baronale (XVI secolo),
fruibile in qualità di sede del Museo Archeologico della Civiltà
Messapica. Procedendo verso nord, raggiungiamo la Chiesa rupestre dei Santi
Stefani, costruita presumibilmente tra il X e il XIV secolo e l'adiacente Basilica
Paleocristiana (V secolo). La struttura della Chiesa è molto semplice,
ma è inserita, con la basilica, in un bellissimo giardino, ricco di olivi
e piccole grotte, insieme ad un caratteristico trullo, dalla cima impagliata. Nelle
vicinanze della Chiesa, tutt'intorno, si può scorgere la necropoli, un
sito archeologico di estrema rilevanza. L'itinerario continua verso nord, in
direzione della serra di Poggiardo, attraversando la Pineta Mari Rossi, su una
strada a fondo naturale. Percorrendo la strada della serra, si incontrano le
grotte carsiche e una miniera di bauxite. Si raggiunge il Bosco Reali, e la
Strada Provinciale n. 62 Minervino - Giuggianello, in prossimità della
Masseria Pisanelli, del 1500, deviando nella direzione del paese. Attraversando
il centro abitato, raggiungiamo la Chiesa di S. Antonio Abate, del XVIII secolo,
il frantoio ipogeo in via di Serravecchia, il Palazzo Lubelli (XVIII secolo),
il Menhir Polisano, di età protostorica, nella campagna circostante. Procediamo
lungo l'itinerario, uscendo dal paese di Giuggianello, ed immettendoci lungo la
viabilità minore, in direzione Monte S. Giovanni, una zona di grande interesse
ambientale e naturalistico. Qui è ubicato un insediamento rupestre del
953 d.C., e la Cripta bizantina di S. Giovanni, scavata interamente nella roccia
tufacea, segno tangibile della cultura rupestre. In origine, la Cripta era
adibita alle funzioni di rito greco, ma in seguito, divenne una cappelletta cristiana
dove, ancora oggi, si continua a venerare il Santo Giovanni Battista. Questo
punto si trova a 112 metri sul livello del mare, e l'ambiente è immerso
tra la verdeggiante quercia spinosa (Quercus Coccifera), olivi secolari e le orchidee
selvatiche di varie specie. Percorrendo l'antica via rurale Serravecchia, in
direzione Quattromacine, giungiamo in contrada Santu Vasili e, pedalando tra uliveti
secolari, raggiungiamo il Fondo Tenenti, dove troviamo uno dei monumenti più
enigmatici e meno conosciuti del Salento, lu furticiddhu te la vecchia, il masso
oscillante d'Ercole. La denominazione è medievale, e indica una grande
pietra circolare posta su un basamento. La pietra viene guardata a vista da
un maestoso masso a forma di giaciglio, lu lettu te la Vecchia, il letto della
vecchia, considerato monumento nazionale e fatto risalire al sasso oscillante
della leggenda di Aristotele. Vicino a questo, un altro monolite, il Piede
d'Ercole, a forma di zampa di un grosso animale. Il fascino un po' magico di
questi monoliti, spiega il legame con il mondo fiabesco della fantasia popolare,
legata alle forze magiche che governavano lo svolgersi degli eventi nelle campagne
di un tempo, dominato dalla paura di perdere il raccolto. Nelle vicinanze dei
massi, sempre in località Quattro Macine, sono presenti i resti di un villaggio
di età bizantina, di grande interesse, e oggetto di studio da parte dell'Università
di Lecce. A questo punto, rientriamo in direzione di Minervino, raggiungendo
prima la Masseria fortificata Api, ed entrando, quindi, nell'abitato. Prima
di arrivare nella Piazza del paese, troviamo la Chiesa della Madonna delle Grazie
e, giunti nella Piazza, la Chiesa Matrice di Minervino (XVII secolo) e, ancora,
i palazzi baronali e il frantoio ipogeo. Uscendo fuori dall'abitato, in direzione
Minervino - Uggiano la Chiesa, possiamo individuare il Dolmen Scusi, e il Menhir
Monticelli. Abbandonando questa direzione e portandoci sulla S.P. per Porto
Badisco, entriamo nel territorio di Santa Cesarea Terme, uno dei gioielli balneari
più incantevoli del Salento, rinomata stazione termale. Prima di arrivare
a S.Cesarea, si incontrano, lungo l'itinerario, la Masseria medievale S Giovanni,
la Chiesa della Madonna della Serra. con accanto la colonna e la statua della
Madonna, la Masseria dei Consalvi e la Masseria Grande. Tutto il tratto del
percorso è particolarmente interessante per la morfologia del paesaggio. Allontanandoci
dalla costa, proseguiamo in direzione di Cerfignano, un altro piccolo paese del
Salento ionico, dove si trova la Chiesa dell'Annunciazione di Maria, costruita
nel 1700. In questo punto, è possibile deviare per il vicino abitato
di Cocumola, dove troviamo la Chiesa Matrice e dell'Uragano, la Chiesa e la Colonna
di S. Nicola, il Palazzo Pasca e il Menhir della Croce. In un bar del centro,
è possibile gustare uno dei più buoni spumoni del Salento. Si
scende, quindi, verso la pineta della piccola S. Cesarea Terme e, arrivando lungo
la strada centrale, lo scenario è veramente incantevole: lo sguardo si
divide tra la bellezza di un mare blu intenso e la splendida cupola di Villa Sticchi,
una costruzione in stile moresco, tra le più belle invenzioni architettoniche
del Salento. Di fronte, la Chiesa del Sacro Cuore, mentre, in estate, dall'irsuta
scogliera sottostante, è possibile nuotare verso le grotte Fetida, Sulfurea
e Gatulla, caratterizzate da acque biancastre, dalle quali esalano forti odori
sulfurei Da S. Cesarea, in direzione di Porto Miggiano, raggiungibile da sentieri
interni, si procede per la Masseria Capriglia, e si raggiunge il paese di Vitigliano,
all'ingresso del quale, possiamo fermarci a visitare il Cisternale di epoca romana
e, proseguendo verso il centro, la Chiesa di S. Michele Arcangelo, la Chiesa di
S. Maria della Pietà, la Cappella di S.Rocco, e il Palazzo Ciullo, all'interno
del quale si sviluppano il frantoio e altri appartamenti abitati dai proprietari. Lasciando
Vitigliano, e proseguendo verso il Comune di Ortelle, sarà interessante
fermarsi a visitare la Chiesa Matrice di S. Giorgio, e successivamente, portarsi
verso la Cripta, dove, di fronte, in un ampio parco, si vede la Chiesa di S.Vito,
appartenente al XVIII secolo. Costeggiando la Chiesa e immettendoci lungo un
percorso secondario, si rientra nel centro abitato di Poggiardo, punto di partenza
di questo bellissimo itinerario. |
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