La
pizzicaLa pizzica è una danza tradizionale salentina che fa parte
della famiglia delle tarantelle e che è stata riscoperta negli ultimi anni.
Nel passato il ballo ed il canto erano la forma più utilizzata dalle persone
semplici per trasmettere ai posteri usanze e costumi. I passi base di questa
danza sono pochi e semplici per lasciare spazio alla fantasia ed alle emozioni
dei ballerini che in base alla musica ed alle sensazioni possono inventare estemporaneamente
i passi. Oggetto caratteristico della pizzica è il fazzoletto,
che nellabbigliamento di un tempo era un accessorio immancabile. Nel passato
questo accessorio veniva utilizzato per invitare il partner prescelto, facendolo
sventolare. La Quaremma
Quaremma o Caremma deriva dal francese
Careme che significa Quaresima. Nella tradizione popolare la Quaremma è
la moglie del Carnevale ed è rappresentata da un fantoccio di paglia con
le sembianze di una vecchia brutta e tutta vestita di nero in segno di lutto per
la morte del marito. Questo fantoccio viene esposto sulle terrazze delle case
dal mercoledì delle ceneri, fino alla Santa Pasqua. La tradizione vuole
che il fantoccio venga bruciato il giorno di giorno di Pasqua: il fuoco col suo
potere purificante e rigenerante, realizza un nuovo ciclo destinato a ripetersi
negli anni. La Cuddhura
La Cuddhura è un pane dolce che
rientra nella tradizione del periodo pasquale, in particolare si prepara durante
la settimana Santa. Nel passato la gente più povera non poteva permettersi
luovo di Pasqua e le mamme preparavano per i loro bambini questo dolce guarnito
con uova sode e di svariate forme: pupazzi, bambole, cuore, cestini, ecc. Il
cuore veniva in genere regalato dalle giovani donne ai futuri mariti come segno
del loro amore. Le focare
Il termine focara indica un grande
falò che viene preparato ancora oggi in vari punti del paese o nella piazza
centrale. Questa tradizione salentina nasce come culto pagano di purificazione,
propiziatorio o come saluto alla primavera. Alcune teorie vogliono che le focare
fossero utilizzate per festeggiare la fine dellinverno bruciando tutta la
legna che non era stata utilizzata nei mesi più freddi. Successivamente
il cristianesimo ha fatto propria questa tradizione associandola al culto di alcuni
santi, tra cui S. Antonio e S. Giuseppe. Il periodo è sempre lo stesso
da millenni: da fine dicembre a metà marzo. Oggi tra le focare, la più
conosciuta è sicuramente quella di Novoli che si svolge il 17 gennaio in
onore di S. Antonio. |